Art. 696-bis. (Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite)

Art. 696-bis. (Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite)

[I]L'espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, può essere richiesto anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell'articolo 696, ai fini dell'accertamento e della relativa determinazione dei crediti derivanti dalla mancata inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali da fatto illecito. Il giudice procede a norma del terzo comma del medesimo articolo 696. 

Il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile, la conciliazione delle parti. [II] Se le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della conciliazione. [III] Il giudice attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale, ai fini dell'espropriazione e dell'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.[IV] Il processo verbale e' esente dall'imposta di registro. [V] Se la conciliazione non riesce, ciascuna parte può chiedere che la relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito. [VI] Si applicano gli articoli da 191 a 197, in quanto compatibili.    Tra le molteplici e variamente atteggiate modificazioni apportate dal legislatore al Codice di Procedura Civile, con il decreto n. 35 del 2005, convertito con modificazioni nella Legge 14 maggio 2005 n. 80, l’introduzione della consulenza tecnica preventiva a fini conciliativi, di cui all’art. 696 bis c.p.c, configura una delle novità più interessanti, rappresentando una possibile un’arma efficace contro il proliferare dei giudizi. Il nuovo disposto è entrato in vigore a decorrere dal 01 marzo 2006 ed è applicabile ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. L’espletamento della nuova consulenza tecnica preventiva ex art. 696-bis, prescinde del tutto dai presupposti del fumus e del periculum in mora, potendo senz’altro essere domandata anche laddove non vi sia affatto urgenza di verifica, e si inserisce nel novero dei procedimenti sommari di istruzione preventiva di natura non cautelare. La norma esordisce prevedendo la possibilità di esperire la consulenza tecnica in via preventiva, “anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell’art. 696. L’incipit pertanto offre un chiaro argomento testuale per sciogliere, questo strumento processuale, da esigenze di natura cautelare.   La consulenza risulta finalizzata all’accertamento ed alla relativa determinazione dei crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito. La formulazione della norma, così e come individuata, rischia tuttavia di lasciare in mano ai consulenti nominati non solo i momenti della descrizione e valutazione del fatto, ma anche la cognizione dei profili di diritto della controversia. L’accertamento e determinazione dei crediti potrebbe infatti involgere la valutazione giuridica e non tecnico-scientifica delle condotte delle parti, e pertanto l’ingresso del consulente, ad esempio, nel giudizio di imputabilità o meno del danno, nella valutazione dell’adempimento/inadempimento contrattuale, o della validità dell’obbligazione posta a sostrato della pretesa fatta valere. Il carattere fortemente ambiguo del dettato normativo, deve essere d’altronde chiarificato alla luce dei principi, secondo cui il consulente ha funzioni ausiliarie del Giudice limitate alle proprie cognizioni di stampo eminentemente tecnico.   L’argomento testuale, ancora una volta, deve essere valorizzato in modo da non creare una figura abnorme, esorbitante dal sistema. Da questa impostazione discende, nell’ottica di una compiuta lettura del disposto di legge, che l’opera del consulente debba limitarsi all’accertamento anticipato del quantum debeatur, senza sconfinare nell’an debeatur sit. La determinazione del quantum pare d’altro canto attività pienamente sufficiente per non frustrare l’esigenza conciliatoria sottesa alla norma, garantendo essa il sostrato fattuale preordinato alla dialettica tra le parti ed alla conseguente ed auspicata formazione dell’accordo.   Il legislatore, determinando l’ambito di applicazione dell’istituto, ha utilizzato una formula molto ampia: “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito”. E’ palese il richiamo alle fonti delle obbligazioni di cui all’art. 1173 c.c.: in questo ambito, la consulenza preventiva potrà trovare le più svariate applicazioni: dall’ipotesi della esatta determinazione della rata di mutuo (responsabilità contrattuale da mancato pagamento), alla verifica della sussistenza di vizi occulti con relativa determinazione dei costi di ripristino (responsabilità contrattuale derivante da appalto, contratto d’opera, compravendita), alla determinazione dei corrispettivi nei contratti d’appalto a misura, fino alla determinazione dei danni patrimoniali o biologici derivanti da sinistro stradale. Su quest’ultimo punto è luogo richiamare l’attenzione, poiché lo strumento di cui trattasi potrebbe fornire una valida alternativa nel contenzioso derivante da infortunistica stradale, in tutte quelle ipotesi in cui non vi sia contestazione in tema di responsabilità, ma si discuta soltanto sulla corretta quantificazione del danno. Prima di provvedere al deposito della relazione, il consulente “tenta, ove possibile, la conciliazione”.   E’ evidente che l’attività tesa alla ricerca di una soluzione bonaria della controversia sarà posta in essere dal consulente dopo avere compiuto o portato a buon punto le operazioni peritali; ciò consentirà di sottoporre alle parti soluzioni alternative di risoluzione della lite, prima che, con il deposito della relazione, il procedimento abbia termine. Qualora la conciliazione non riesca, la relazione peritale tornerà ad avere il valore di un mero atto di istruzione preventiva, e ciascuna parte potrà chiederne l’acquisizione agli atti del successivo giudizio di merito, attraverso il meccanismo della produzione documentale, ma nel rispetto della disciplina di cui all’art. 698 c.p.c.